Pura, e la quantità dipende dalla tua pelle più che dalla zona. L’olio di jojoba ha una caratteristica che nessun altro olio vegetale condivide: la sua composizione è simile a quella del sebo umano. È questo che spiega perché una pelle grassa lo tolleri, ed è anche ciò che determina il dosaggio.
Una cera, non un olio
Chimicamente, l’olio di jojoba non è un olio: è una cera liquida, composta da esteri a lunga catena anziché da trigliceridi. Tutti gli altri oli vegetali sono trigliceridi.
Questi esteri sono molto simili a quelli del sebo umano. La pelle li riconosce, li assorbe rapidamente e non reagisce come farebbe con un corpo grasso estraneo.
Questa composizione spiega anche la sua notevole stabilità. Privo di acidi grassi insaturi fragili, l’olio di jojoba si conserva per due anni senza irrancidire.
Sull’etichetta compare un solo nome: Simmondsia chinensis seed oil. Deve essere l’unico ingrediente su un flacone di olio di jojoba puro.
Pelle grassa o a tendenza acneica: 2-3 gocce, la sera
È il caso più controintuitivo e meglio documentato. Applicare un olio su una pelle grassa sembra assurdo, eppure l’olio di jojoba trova il suo posto anche in questo caso.
Da due a tre gocce la sera, su pelle leggermente umida, al posto della crema, sono sufficienti. Il sebo umano e il jojoba si mescolano invece di sommarsi.
L’idea che possa regolare la produzione di sebo resta un’ipotesi, non un fatto dimostrato. Ciò che si osserva è una pelle meno soggetta a sensazione di tensione e quindi meno incline a produrre sebo in eccesso — che non è la stessa cosa.
Sulla pelle grassa, inizia con due gocce tre sere alla settimana e valuta il risultato dopo un mese. Una quantità eccessiva può causare comedoni, per un effetto meccanico e non per una reazione allergica.
L’uso dell’olio di jojoba sulla pelle grassa richiede una sola precauzione: applicarne poco e su pelle umida. L’idratazione ottenuta deriva dall’acqua trattenuta, non dall’olio in sé.
Le sue proprietà regolatrici vengono spesso messe in evidenza. Mancano dati sufficienti per affermarlo; ciò che si osserva è una pelle più confortevole, un risultato che basta a giustificarne l’uso su questo tipo di pelle.
Pelle mista: 3 gocce, solo sulle zone secche
Sulla pelle mista, l’applicazione deve essere mirata. Tre gocce distribuite su guance, contorno della bocca e collo, evitando la zona centrale del viso.
Un trattamento uniforme su una pelle non uniforme dà un risultato mediocre ovunque. Questo vale per l’olio di jojoba come per qualsiasi altro trattamento.
È possibile applicarlo anche al mattino sulle zone secche, una goccia, sotto la protezione solare. La sua texture è abbastanza leggera da non creare problemi.
Pelle secca: 4-5 gocce, mattina e sera
Sulla pelle secca, spesso il solo olio di jojoba non è sufficiente. È leggero e penetra rapidamente: dona comfort senza formare il film che una pelle molto secca richiede.
Da quattro a cinque gocce mattina e sera oppure, meglio ancora, olio di jojoba sotto e una crema ricca sopra. Il jojoba prepara la pelle, la crema la sigilla.
Si miscela molto bene con gli altri oli vegetali. Una miscela in parti uguali con un olio più ricco — argan, avocado — crea una texture che la pelle secca accetta meglio.
L’olio di jojoba sui capelli e sul cuoio capelluto
Come impacco pre-shampoo, un cucchiaio per capelli di media lunghezza. In questo caso non si contano più le gocce.
Sul cuoio capelluto, l’olio di jojoba ha un uso particolare: la sua affinità con il sebo ne fa uno dei pochi corpi grassi utilizzabili sul cuoio capelluto grasso, con un massaggio prima del lavaggio.
Sui capelli asciutti dopo l’asciugatura, una o due gocce sulle punte. Il suo rapido assorbimento evita l’effetto unto lasciato da altri oli.
Sui capelli ricci o crespi, l’olio di jojoba nutre senza appesantire, una caratteristica che pochi oli offrono. Da due a tre gocce sulle lunghezze dopo lo styling.
In inverno, quando freddo e riscaldamento seccano i capelli, si può arrivare a due impacchi d’olio alla settimana. Nel resto dell’anno ne basta uno.
Sul viso come sui capelli, applicare il prodotto su una base umida cambia il risultato più della quantità utilizzata.
L’olio di jojoba come vettore per la diluizione
È il suo altro uso principale. L’olio di jojoba funge da base neutra per diluire un’olio essenziale, grazie alla sua stabilità e alla sua tollerabilità cutanea.
Il dosaggio abituale è di una o due gocce di olio essenziale ogni dieci millilitri di olio di jojoba, cioè circa l’1%, per l’uso sul viso. Sul corpo si può raddoppiare.
Non superare queste proporzioni senza conoscere le precauzioni specifiche di ogni olio essenziale. La base è delicata, ma il principio attivo diluito non lo è necessariamente.
Ciò che il dosaggio non cambia
Applicare il prodotto su pelle umida resta la regola. L’olio di jojoba trattiene l’acqua presente, ma non ne apporta; applicarlo sulla pelle asciutta dà un risultato deludente indipendentemente dalla quantità.
Non esiste una concentrazione superiore: al 100% si è già al massimo. Parlare di olio di jojoba «concentrato» non ha senso.
E non tratta né l’acne né le rughe. Accompagna una routine, con una tollerabilità cutanea che rappresenta il suo vero punto di forza.
Il freddo rende più denso l’olio di jojoba, che si solidifica intorno ai dieci gradi. È normale e non comporta conseguenze: torna liquido tra le mani.
Un prodotto naturale non è un prodotto privo di possibili reazioni. Un test sulla piega del gomito prima della prima applicazione sul viso resta la precauzione più semplice, anche con un olio così ben tollerato.
La serie «Quale concentrazione, quante gocce»
La dose giusta non si indovina: dipende dall’ingrediente, dalla sua forma e dal tipo di pelle. Questa serie analizza ogni principio attivo uno alla volta.
- Acido salicilico: quale concentrazione e quanto applicarne
- Centella asiatica: quale concentrazione e quanto applicarne
- AHA: quale concentrazione e quanto applicarne
- Burro di karité: quale concentrazione e quale quantità
- Olio di olivello spinoso: quale concentrazione e quante gocce
- Vitamina C: quale concentrazione e quante gocce
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