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Composition abstraite végétale aux tons vert profond et or — illustration de l'article « Conservation du squalane : durée et signes d’oxydation » | NOPAL LIFE
conservation11 ago 20264 min di lettura

Conservazione dello squalano: durata e segni di ossidazione

Due anni dopo l’apertura, spesso anche di più. Lo squalano è l’eccezione del reparto cosmetico: mentre un olio vegetale si misura in mesi, lui si misura in anni. Il motivo risiede in un’unica differenza strutturale, che spiega anche perché questo lipide si comporti diversamente da tutto ciò che lo circonda nel vostro bagno.

La lettera che cambia tutto: squalene e squalano

Lo squalene, con la «e», è prodotto naturalmente dalla pelle: rappresenta una parte significativa del sebo umano. È un idrocarburo insaturo e i suoi doppi legami lo rendono molto sensibile all’ossidazione.

Lo squalano, con la «a», è lo stesso squalene a cui è stato aggiunto idrogeno. Questa idrogenazione elimina i doppi legami e, con essi, la presa che l’ossigeno aveva sulla molecola.

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È questa la differenza fondamentale. Lo squalene della vostra pelle si ossida in poche ore al sole e contribuisce al discomfort cutaneo; lo squalano contenuto in un flacone rimane stabile per anni.

Sull’etichetta compare un solo nome: squalane. Se leggete squalene, non si tratta dello stesso ingrediente e la sua conservazione è completamente diversa.

A differenza degli oli vegetali, non irrancidisce

Un olio vegetale contiene acidi grassi insaturi, responsabili sia del suo interesse cosmetico sia della sua fragilità. Un olio di rosa mosqueta dura sei mesi, un olio di argan dodici.

Lo squalano, invece, non ha nulla da ossidare. Non sviluppa odore di rancido, non diventa marrone e non diventa irritante con il tempo.

Conseguenza pratica: il formato grande ha senso per questo lipide, mentre per la maggior parte degli oli rappresenta un falso risparmio. Un flacone da cento millilitri si esaurisce senza che la sua qualità cambi.

Un’altra conseguenza: funge da base stabile per altri ingredienti. Molti sieri oleosi lo utilizzano come base proprio per questo motivo.

Ciò che può comunque danneggiarlo

La contaminazione, ed è l’unico vero rischio. Un flacone in cui si immergono le dita o un batuffolo di cotone finisce per accogliere microrganismi, indipendentemente dalla stabilità del lipide.

Il calore estremo e prolungato. Lo squalano sopporta le normali variazioni di temperatura, ma un flacone lasciato per diverse settimane in auto d’estate non è più lo stesso prodotto.

Gli altri ingredienti della formula. Un siero che associa squalano e vitamina C si conserva in base alla vitamina C, non allo squalano. È sempre il componente più fragile a determinare la durata.

Lo squalano puro, invece, non pone nessuno di questi problemi, a parte la pulizia del flacone.

I segnali che indicano che è meglio buttarlo

Un aspetto torbido o un deposito. Su un prodotto normalmente perfettamente trasparente, è il segno di una contaminazione.

Un odore, qualunque esso sia. Lo squalano è inodore: qualsiasi odore proviene da qualcos’altro.

Un cambiamento di texture. Deve rimanere fluido, asciutto al tatto e completamente non appiccicoso.

Questi tre segnali sono rari. Nella pratica, un flacone di squalano si esaurisce molto prima di creare problemi.

Da dove proviene lo squalano che acquistate

Oggi esistono due fonti principali. L’oliva, da cui viene estratto tramite distillazione e poi idrogenazione, e la canna da zucchero, attraverso la fermentazione.

Lo squalano di origine vegetale ha sostituito quello di origine animale, un tempo estratto dal fegato degli squali. Questa sostituzione è ormai acquisita presso i marchi europei, ma vale la pena verificarla nei prodotti importati.

Lo squalano d’oliva e quello di canna da zucchero sono chimicamente identici. La scelta riguarda l’approvvigionamento, non la qualità.

Entrambi si conservano altrettanto bene. L’origine non cambia la stabilità.

Le fonti vegetali hanno un altro vantaggio: rendono l’approvvigionamento stabile e tracciabile. L’oliva e la canna da zucchero vengono coltivate, mentre la fonte animale dipendeva da prelievi.

Per l’uso quotidiano, la questione dell’origine non ha alcuna incidenza. I benefici e la durata del prodotto sono identici.

Come conservarlo, concretamente

In un luogo asciutto, a temperatura ambiente e al riparo dalla luce solare diretta. Sono condizioni normali e sono sufficienti.

Meglio un flacone con pompa o contagocce che un barattolo. Non ha nulla a che vedere con l’ossidazione: è esclusivamente una questione di contaminazione.

Il frigorifero non apporta nulla e qui non offre alcun vantaggio. A differenza di un olio vegetale, il freddo non prolunga una durata già molto lunga.

Annotate comunque la data di apertura. Le raccomandazioni normative si applicano al prodotto finito e un siero allo squalano segue la durata indicata sulla confezione.

Perché questa stabilità è importante per la vostra pelle

Un olio ossidato non è neutro: irrita la superficie cutanea invece di lenirla. È il principale problema degli oli vegetali conservati male.

Lo squalano evita questo inconveniente. Per questo è una scelta sicura per le pelli sensibili e per i trattamenti destinati a lenire una pelle fragilizzata.

I suoi benefici dipendono dalla sua leggerezza e dalla sua affinità con il sebo: penetra rapidamente, non lascia una pellicola e si adatta tanto alle pelli secche quanto a quelle grasse. Il suo utilizzo non richiede precauzioni particolari.

Per un ingrediente la cui conservazione non crea alcun problema, è una combinazione rara.

In una routine di cura della pelle, questa stabilità ha un effetto concreto: si può acquistare un formato grande, usarlo lentamente e lasciare un flacone per diversi mesi senza preoccuparsene. Pochi ingredienti cosmetici lo permettono.

I trattamenti per lenire una pelle reattiva ne traggono particolare beneficio. Un olio vegetale ossidato mantiene l’irritazione che si cerca di calmare; lo squalano non presenta questo rischio.

Va applicato sulla pelle umida, come qualsiasi sostanza grassa. L’idratazione ottenuta deriva dall’acqua trattenuta e questo aspetto non cambia con la stabilità del prodotto.

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