Il burro di karité è molto ben tollerato e i suoi veri problemi derivano dal modo in cui lo si utilizza. Troppo burro di karité nel posto sbagliato rovina un prodotto che, se usato correttamente, offre grandi benefici.
Le allergie: cosa sappiamo
Il burro di karité viene estratto dalle mandorle di Vitellaria paradoxa. La questione delle allergie ritorna spesso perché l'albero appartiene alla famiglia delle sapotacee, come alcuni alberi da frutta a guscio.
In realtà, le allergie al burro di karité sono rare. La sua frazione proteica — quella che generalmente scatena le reazioni — è molto bassa in un burro di karité correttamente estratto.
Le persone allergiche al lattice o alla frutta a guscio possono tuttavia effettuare un test nella piega del gomito per due giorni. È una precauzione ragionevole, non una controindicazione.
La questione del lattice ritorna spesso. Il burro di karité contiene una piccola frazione di lattice naturale, da cui è nata l'idea di un pericolo per le persone allergiche.
In realtà, questo lattice differisce da quello della gomma e i casi segnalati rimangono eccezionali. I pericoli evocati a questo proposito vanno ben oltre quanto dimostrato dai dati, ma una persona allergica al lattice può effettuare un test per precauzione.
Questo ingrediente rimane inoltre uno dei più tollerati in commercio. Le irritazioni che gli vengono attribuite derivano più spesso da un eccesso di quantità che dal prodotto in sé.
Raffinato o non raffinato
Un burro di karité non raffinato conserva il suo colore avorio, il suo odore leggermente affumicato e la maggior parte delle sostanze insaponificabili — la frazione che contribuisce in larga misura al suo interesse cosmetico.
Un burro di karité raffinato è bianco e inodore. La raffinazione elimina le impurità, ma anche una parte di queste sostanze insaponificabili. Non è un prodotto scadente, è un prodotto impoverito.
Su una pelle molto reattiva, tuttavia, un burro di karité raffinato può essere meglio tollerato. È l'unico caso in cui questa scelta è giustificata.
L'errore più frequente: la quantità
Il burro di karité si scioglie e si spalma moltissimo. Una nocciolina copre un intero ginocchio e l'eccesso rimane appiccicoso per un'ora prima di finire sui vestiti.
Questa sensazione sgradevole è la principale causa di abbandono del burro di karité, ben prima delle questioni legate alle allergie. La quantità giusta è quella che è scomparsa in due o tre minuti.
Sul viso, l’errore è ancora più costoso. Il burro di karité è decisamente occlusivo, e una pelle mista o grassa lo tollererà male.
Il burro di karité va usato in quantità molto inferiori a quanto si pensi. Un uso ragionevole equivale a una nocciola per zona, lavorata tra i palmi fino a quando il burro di karité non si scioglie completamente.
Questo uso moderato cambia tutto. Una quantità adeguata di burro di karité scompare in due minuti; lo stesso burro di karité usato in eccesso resta appiccicoso per un’ora e dà l’impressione che il prodotto non sia adatto.
Sul corpo, va applicato sulla pelle umida dopo la doccia. È qui che il burro di karité dà il meglio di sé, esprimendo pienamente le sue proprietà nutrienti sulle zone danneggiate dal freddo.
I veri limiti
Il burro di karité non agisce né sulle rughe, né sulle macchie, né sulla grana della pelle in profondità. È un grasso nutriente, e il suo ruolo si limita al comfort.
Non idrata: trattiene l’acqua nella pelle senza apportarne. Applicato su una pelle secca e disidratata, intrappola la secchezza.
Non protegge dal sole, nonostante l’indice fantasioso che gli viene regolarmente attribuito. Nessun grasso vegetale offre una protezione utilizzabile.
Il burro di karité ha spiccate proprietà nutrienti, ma va usato con moderazione. Un burro di karité usato in eccesso annulla i propri benefici diventando fastidioso.
Sul viso, l’uso del burro di karité va limitato alle zone secche. Qui il burro di karité è decisamente occlusivo, e un olio vegetale più leggero è più adatto a un’applicazione completa.
Il burro di karité naturale e non raffinato conserva un odore e un colore che alcuni trovano sgradevoli. È il prezzo delle sue frazioni insaponificabili, e il processo di raffinazione che le elimina rimuove anche una parte delle sue proprietà.
La granulosità nel barattolo
Un burro di karité diventato granuloso non è andato a male. Si tratta di una ricristallizzazione legata alle variazioni di temperatura, senza conseguenze: scaldatelo tra le mani e tornerà liscio.
Un odore rancido o pungente, invece, indica che il prodotto va gettato. Il burro di karité si conserva da uno a due anni, al riparo dal calore.
Dove il burro di karité dà il meglio di sé
Su gomiti, ginocchia, talloni e mani screpolate. Anche sulle labbra, dove il burro di karité è più efficace della maggior parte dei balsami in commercio.
Sul corpo in inverno, dopo la doccia, sulla pelle ancora umida. È in questo momento che la sua capacità occlusiva diventa un chiaro vantaggio anziché un inconveniente.
Per nutrire una pelle molto secca, pochi prodotti sono altrettanto efficaci. Il burro di karité apporta sostanze grasse che la pelle non produce più in quantità sufficiente e il suo uso regolare migliora nettamente il comfort in inverno.
Non bisogna confondere nutrire con idratare. Il burro di karité nutre; per idratare serve acqua, apportata da una lozione o da una pelle ancora umida.
Un olio vegetale leggero può precedere il burro di karité sulle zone più ruvide. Questo utilizzo in due fasi offre più benefici rispetto a uno strato spesso di solo burro.
Gravidanza, allattamento, bambini
Non sono state stabilite restrizioni. Il burro di karité rientra tra le sostanze grasse utilizzabili durante questi periodi e il suo uso sulle smagliature è antico.
Sulla pelle di un neonato, attenetevi al parere del pediatra.
Cosa ricordare
Il burro di karité è un ottimo prodotto per il corpo e una scelta poco indicata per un viso misto. I suoi rischi sono ridotti, i suoi limiti netti e il suo principale difetto è che viene utilizzato in quantità eccessive.
Per i segni dell'età, una protezione solare quotidiana è più efficace di qualsiasi sostanza grassa.
Quando consultare un medico
Il contesto resta quello della cosmetica: migliorare il comfort della pelle, senza pretendere di curare. Screpolature profonde o ragadi richiedono il parere di un professionista sanitario.
La serie «Rischi, limiti e tollerabilità»
Quali problemi può realmente causare ogni ingrediente e cosa invece rientra nel campo delle voci.
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