Il burro di karité contiene vitamina E. Il confronto oppone quindi un prodotto completo a uno dei suoi componenti, ed è proprio questo a renderlo illuminante.
Cosa comprende la domanda
Il burro di karité apporta acidi grassi, insaponificabili e una frazione di tocoferolo. La vitamina E isolata apporta solo tocoferolo, incorporato in una crema o in un siero.
La vera domanda quindi non è «quale sia migliore», ma «quale formato sia adatto alla mia pelle». Un burro di karité denso e occlusivo, oppure un trattamento leggero contenente un antiossidante.
Che cos'è il burro di karité
Il burro di karité viene estratto dalle mandorle di Vitellaria paradoxa, un albero dell'Africa occidentale. Solido a temperatura ambiente, il burro di karité si scioglie a contatto con la pelle.
La sua composizione è ricca di acido oleico e acido stearico. La sua frazione di insaponificabili — la parte che non si trasforma in sapone — contribuisce in buona misura al suo interesse cosmetico ed è più elevata rispetto alla maggior parte dei grassi vegetali.
Il burro di karité contiene anche tocoferolo, in quantità modesta ma reale. È questo il motivo per cui viene confrontato con la vitamina E e per cui il confronto è fuorviante.
Il suo uso naturale è sul corpo: gomiti, talloni, mani screpolate, gambe in inverno. Sul viso, il burro di karité appesantisce, salvo usarne una quantità molto piccola su una zona secca.
Che cos'è la vitamina E
La vitamina E — il tocoferolo indicato negli elenchi degli ingredienti — è un antiossidante liposolubile che neutralizza una parte dei radicali liberi prodotti dall'esposizione e dall'inquinamento.
Si distribuisce nella frazione grassa della pelle, dove la vitamina C non arriva. La sua applicazione dona anche comfort sulla superficie e serve a stabilizzare le formule grasse rallentandone l'ossidazione.
Raramente si trova da sola: la vitamina E viene incorporata in creme, sieri e oli vegetali, a basse dosi.
Il prodotto giusto in base alla zona
Corpo, zone molto secche: il burro di karité, senza equivalenti.
Viso, pelle normale o grassa: un trattamento leggero contenente tocoferolo.
Labbra, talloni, mani: il burro di karité, più efficace della maggior parte dei prodotti specifici.
Pelle esposta al freddo e all'inquinamento: entrambi, ciascuno nel proprio ambito.
L'applicazione, in pratica
Una piccola quantità di burro di karité per zona, sulla pelle umida, entro tre minuti dalla doccia. L'idratazione ottenuta dipende da questo gesto più che dalla quantità utilizzata.
Il burro di karité si scioglie e si spalma molto: l'eccesso rimane appiccicoso per un'ora. La quantità giusta è quella che è scomparsa dopo due o tre minuti.
Un trattamento alla vitamina E si applica più semplicemente, mattina e sera, come ultimo strato prima della protezione solare.
Il burro di karité viene usato da tempo sui capelli, come maschera prima dello shampoo. Una piccola quantità lavorata tra i palmi, applicata sulle lunghezze asciutte, lasciata in posa per un'ora e seguita da un lavaggio accurato: il burro di karité si risciacqua male se lo si dimentica.
Sui capelli ricci o molto secchi, è possibile usare una quantità minima sulle punte senza risciacquare. Sui capelli fini, invece, è meglio evitarlo: il burro di karité li appesantisce a lungo.
Un trattamento alla vitamina E non ha questo uso per i capelli. È una differenza pratica tra un prodotto finito e un ingrediente di formula, e ricorre in tutti gli utilizzi.
Come scegliere un burro di karité
Preferibilmente non raffinato: colore avorio, odore leggermente affumicato, talvolta alcune impurità. Un burro perfettamente bianco e inodore è stato raffinato, perdendo una parte dei suoi insaponificabili e del suo tocoferolo.
L'elenco dovrebbe ridursi a Butyrospermum parkii butter. Il burro di karité grezzo si trova in barattolo, in panetto o sfuso, spesso a un prezzo moderato.
La qualità di un burro di karité si valuta in base a tre elementi: la dicitura «non raffinato», un odore leggermente affumicato e un elenco ridotto al solo nome botanico. Queste semplici caratteristiche valgono più di qualsiasi promessa sulla confezione.
Gli acidi grassi che apporta sono soprattutto l'acido oleico e l'acido stearico. Non sono acidi grassi essenziali in senso stretto, ma contribuiscono al comfort delle pelli secche e alla morbidezza della superficie.
I benefici del burro di karité si limitano al comfort e al nutrimento. È un trattamento naturale utile e modesto, e presentarlo diversamente sarebbe eccessivo.
La consistenza nel barattolo
Un burro di karité diventato granuloso non è andato a male. È una ricristallizzazione legata alle variazioni di temperatura, che scompare riscaldandolo tra le mani.
Un odore rancido o pungente, invece, indica che il prodotto va gettato. Il burro di karité si conserva da uno a due anni al riparo dal calore.
I limiti da conoscere
Né il burro di karité né la vitamina E agiscono sulle rughe già formate o sulle macchie. Sono trattamenti di comfort e protezione.
Nessuno dei due sostituisce una protezione solare, nonostante ciò che si legge sugli indici naturali del burro di karité. Una protezione solare quotidiana resta indispensabile.
Quando chiedere un parere
Questi prodotti sono cosmetici e migliorano il comfort della pelle senza curare alcuna patologia. Screpolature profonde o una secchezza che resiste a trattamenti adeguati meritano un parere medico.
Il peso non è paragonabile
Il karité è un burro solido a temperatura ambiente, mentre la vitamina E è una molecola diluita in una fase oleosa: tra i due c'è tutta la differenza che passa tra un cataplasma e un trattamento per il viso. Un'olio viso alla vitamina E si usa quotidianamente, mentre il burro resta un prodotto occasionale e localizzato.
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